La traversata 2026 è stata pensata, come sempre, dal nostro reggente Dusty e ci ha portato a percorrere il cammino dell’intrepido Larth, che si sviluppa in tre tappe: Orvieto – Lago di Bolsena – Civita di Bagnoregio – Orvieto.
Larth era un guerriero etrusco vissuto nel V secolo a.C. a Velzna, l’attuale Orvieto. E’ stato denominato “l’intrepido” perché particolarmente coraggioso e, nel corso della sua vita, era diventato una figura di rilievo all’interno della comunità.
Siamo partiti da Trieste il 26 settembre e, dopo un lungo viaggio, ci siamo fermati alla periferia di Orvieto, in una verdeggiante area campeggio attrezzata con tavolate e panche, per un pranzo autogestito, dove ognuno ha contribuito con una pietanza o una bibita. Abbiamo incontrato anche un simpatico gruppo del soccorso cinofilo, con cui abbiamo approfittato dell’occasione per un piacevole scambio enogastronomico!
Nel pomeriggio siamo arrivati all’agriturismo e, dopo esserci sistemati nelle nostre camere, alcuni sono andati a visitare Orvieto mentre altri hanno esplorato le colline circostanti, godendosi la pace e la tranquillità del luogo.
Tappa 1: Orvieto – Lago di Bolsena: 23,5 Km, 660 D+;
Si inizia l’avventura! Entusiasti, arriviamo al duomo di Orvieto, punto di partenza del cammino. Si sono formati due gruppi: i runners e camminatori. I due furgoni con cui abbiamo viaggiato (di cui uno della Società Alpina delle Giulie, che ringraziamo) hanno svolto un prezioso ruolo di supporto logistico. Infatti, ci hanno seguito lungo il percorso, organizzando un ristoro a metà tappa e permettendo anche lo scambio dei guidatori, così da consentire di percorrere almeno una parte di ogni giornata di cammino.
Dopo aver attraversato un bosco meraviglioso, il primo ristoro è stato organizzato nel paese di Sugano, un piccolo borgo dalle radici etrusche un tempo famoso per l’abbondanza idrica, caratterizzato da sculture e opere d’arte in ferro battuto, realizzate da un artista anonimo (chiamato il Banksy di Sugano), che ha disseminato le sue opere sui muri e sulle facciate delle case.
La nostra “Barbie”, la regina dei ristori, ci accoglie con il suo sorriso e un delizioso banchetto, necessario per rinfrescarci prima continuare il cammino.
Nel frattempo, ci viene incontro un ragazzo che ci spiega essere uno degli ideatori del sentiero dell’intrepido Larth e, dopo qualche chiacchiera, ci informa che sono apportate alcune modifiche sul percorso.
Dopo lo scambio tra i guidatori, si riprende la corsa, che prosegue attraverso fitti boschi e campi di ciclamini, alternando strade sterrate e comode carrarecce. Abbiamo incrociato anche suggestivi passaggi scavati nel tufo e nella roccia che sono tipici del paesaggio locale.
Una prima deviazione dal percorso originale ci permette di correre lunga un’antica pavimentazione, riconducibile a una selciata romana.
Continuando, finalmente lo sguardo intravede il meraviglioso Lago di Bolsena: iniziamo la discesa per raggiungere i nostri amici con una voglia sempre più forte di mettere i piedi in acqua o, meglio ancora, far un toc’!
Festeggiamo tutti insieme la fine della prima tappa e finalmente arriviamo in albergo, dove ci concediamo un po’ di relax.
In serata approfittiamo per una breve giro della città di Bolsena, che ci accoglie con un suggestivo labirinto di strette stradine acciottolate e vicoli medievali che si arrampicano sul colle.
La sera, prima di andare a dormire iniziamo il torneo di Coteccio, che ci terrà occupati anche nelle serate successive.
Tappa 2: Lago di Bolsena – Civita di Bagnoregio: 17 Km, 500 D+;
Da Bolsena ci dividiamo nuovamente tra camminatori e runners e prendiamo la strada che risale sopra Bolsena. Un percorso magnifico, in parte lungo una tratta della via Francigena, che offre una delle viste più spettacolari su tutto il lago. Il sentiero si immerge tra uliveti, fichi d’india, boschi di querce e strade antiche. Lungo il percorso ritroviamo ancora una volta prati di ciclamini: sono davvero meravigliosi!
La corsa prosegue veloce, il terreno è generalmente sterrato e non presenta grandi difficoltà. Cerchiamo di raggiungere i camminatori, che sono partiti un po’ prima di noi, ma senza successo…hanno un passo davvero rapidissimo!!!
Ci incontriamo circa a metà tappa con i furgoni, scambiamo gli equipaggi e via veloci per raggiungere Civita di Bagnoregio, che ci appare come una immagine da film: una specie di isola sospesa, circondata da un mare di calanchi.
Civita di Bagnoregio è conosciuta come “la città che muore” in quanto sorge su uno sperone di tufo che viene progressivamente eroso dagli agenti atmosferici e dai due torrenti sottostanti, causando frane e riducendo la superficie del colle. Questo rende il territorio particolarmente instabile e ne minaccia costantemente la conservazione.
Attraversando uno stretto ponte, che collega Bagnoregio con Civita, arriviamo in città dove prendiamo il tempo di visitare i suoi vicoli medievali e le case in pietra e di fermarci a pranzo per assaggiare alcuni piatti locali.
Sazi di cibo e bellezza, rientriamo a Orvieto.
Tappa 3: Civita di Bagnoregio – Orvieto: 19 Km, 530 D+;
Il giorno successivo i furgoni ci riportano nuovamente a Civita di Bagnoregio per l’ultima tappa. Scendiamo lungo un sentiero che passa per una profonda forra dove scorre il fiume, per poi riemergere e ammirare la valle dei calanchi. Da qui risaliamo sulla pendice opposta fino a raggiungere il paese di Lubriano. Lungo il percorso ci accorgiamo che sono presenti dei “buchi nei muri” e, curiosi, cerchiamo di capirne la loro origine…scopriamo che ci possono essere tre motivi per la loro presenza: fori che ospitano nidi di uccelli, colombai scavati nel tufo in epoca etrusca, romana o medievale, oppure fori di drenaggio per l’acqua.
Da Lubriano inizia uno splendido itinerario collinare, che attraversa ampi prati, distese coltivate e panorami mozzafiato sul territorio circostante. Le strade sono principalmente bianche circondate da uliveti, vigneti e campi di grano.
Arriviamo velocemente a Canale nuovo. Nuovo ristoro, nuovi scambi di equipaggio e via verso la meta finale.
Quasi in prossimità di Orvieto, cerchiamo di compattarci tra corridori e camminatori per affrontare insieme l’ultimo tratto e rientrare tutti al Duomo.
L’ultima salita, che percorre le pendici della città, sembra non finire mai…ma, proprio quando siamo quasi all’arrivo, ci accorgiamo però che ci manca qualcosa per festeggiare!! Subito il nostro reggente si adopera per l’acquisto di bicchieri e di un frizzantino che stappiamo felici non appena arriviamo alla fine della nostra tappa. Che soddisfazione!!
Per concludere la nostra avventura e premiarci per la fine del cammino, troviamo un delizioso ristorantino dove gustare le specialità locali, tra cui gli umbricelli, una pasta fresca fatta a mano tipica della tradizione umbra, simile ad un grosso spaghetto…conditi con cacio e pepe oppure tartufo o un classico sugo all’arrabbiata sono decisamente ottimi!
Decidiamo di approfittare delle ultime ore a Orvieto per visitare anche il pozzo di San Patrizio, una antica costruzione profonda 54 metri, realizzata tra il 1527 e il 1537, per garantire un approvvigionamento idrico alla città e alla vicina fortezza in caso di assedio.
Una costruzione straordinaria anche dal punto di vista ingegneristico, in quanto provvista di sue rampe elicoidali a senso unico che non si incontrano mai, se non sul fondo. Erano indispensabili per far scendere e risalire i muli, che altrimenti avrebbero occupato troppo spazio nel caso si fossero incrociati.
Stanchi e soddisfatti rientriamo in agriturismo per l’ultima serata da trascorrere insieme, prima di rifare i bagagli e rientrare a casa il giorno successivo. Ancora una volta ci portiamo dietro la soddisfazione di aver condiviso tutti insieme un’avventura fatta di corsa, amicizia, paesaggi, risate e fatica.





