CAI CIM – Trieste, 4 maggio 2026
Si è da poco conclusa l’ennesima pazzia ideata dal CIM, realizzata alla perfezione.
160 km e 7000 m di dislivello da Trieste a Venzone, corsi senza interruzione dalle 8.00 di sabato 2 maggio alle 11.15 di domenica 3 maggio da una trentina di atleti CIM che di volta in volta si sono dati il cambio a Malchina, San Martino del Carso, Dobrovo in Slovenia, Santuario di Castelmonte, Prossenicco, Passo Tanamea, Lischiazze in Val Resia e infine hanno raggiunto Venzone.
A 50 anni dal Terremoto del 6 maggio 1976, che ha segnato profondamente il Friuli, il CIM ha sentito il bisogno di ricordare questa sciagura e di onorare chi non c’è più, chi ha saputo rialzarsi con tanta forza e determinazione e tutti coloro che con grande senso di umanità e solidarietà hanno offerto il proprio aiuto.
Perciò è stata scelta la Staffetta, portatrice di un significato profondo che, in questo contesto, ha reso il gesto di solidarietà ancora più toccante.
Gli atleti si sono scambiati, frazione dopo frazione, il testimone, una mattonella, simbolo del grande lavoro di ricostruzione che il Friuli ha saputo far proprio per rinascere dopo la catastrofe.
Negli occhi e nella testa di chi ha partecipato ci sono ancora i sentieri, i paesi, le campagne e le montagne, le persone incontrate, le parole scambiate, il calore ricevuto. Ci sono 4 mesi di lavoro organizzativo. C’è il legame tra chi ha condiviso il giorno, la notte, il cibo, il viaggio, l’impegno, la preparazione, la corsa, le foto, l’aiuto reciproco, la fatica, la festa, le emozioni. C’è il senso di responsabilità, intimo, non detto, che ognuno porta nel cuore.
Le parole dell’ideatore dell’evento Dusty: “In questi due giorni siamo riusciti a realizzare un progetto talmente assurdo e difficile, ma altrettanto bello e toccante.
Bello nel percorso, bello nello spirito, bello negli aneddoti accaduti, grande nella partecipazione e nel supporto ricevuto.
Grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e che hanno collaborato nella logistica, dormendo poco, preparando a tutte le ore del giorno e della notte da mangiare e da bere per gli altri, caricando e scaricando i furgoni, e allestendo le piazze, il campo base ecc.”
Grande storia che rimarrà storia del CIM.






foto partenza da Trieste
















foto delle tappe
Ringraziamenti e collaborazioni
La Staffetta dell’Orcolat è stata possibile grazie al lavoro di tutto il CIM ma senza il sostegno delle istituzioni e la vicinanza di amici e piccole realtà tutto questo non sarebbe stato lo stesso.
Un ringraziamento a:
– SAG – Società Alpina delle Giulie, sempre vicino al CIM, anche in questo viaggio
– Comune di Trieste e il Sindaco Roberto Dipiazza, presente alla partenza e testimone dei ricordi personali legati al terremoto
– Trieste Spring Run, che ha ospitato la partenza nel proprio Expo Village in Piazza Unità
– Comune di Venzone, per il patrocinio e per aver accolto l’arrivo della staffetta nel cuore del borgo storico
– Comune di Cividale del Friuli e la Protezione Civile, per il fondamentale supporto logistico presso la scuola Manzoni, ottima “base vita” per gli staffettisti
– GSA Pulfero, che con l’orso gigante delle Vallimpiadi ha aspettato e salutato gli atleti della quinta tappa
– ASD Prealpi Giulie, che ha organizzato il rinfresco finale a Venzone presso la sezione locale dell’ANA – Associazione Nazionale Alpini
– Luciano Ossolgnach, presente in Piazza Unità per ricordare il fratello Marino, studente triestino a Gemona scomparso durante il sisma del 1976.
– Giorgio Turel, atleta che ha raggiunto gli staffettisti a Prossenicco percorrendo di corsa 100 km fino a Venzone
La Staffetta dell’Orcolat entrerà nella storia del CIM come uno tra gli eventi più significativi realizzati dal gruppo: un atto di memoria, rispetto e solidarietà che ha unito persone, luoghi e generazioni lungo i sentieri del nostro territorio.





