In rilievo
CIM - Gruppo di Corsa in Montagna della Società Alpina delle Giulie

Riepilogo Attività

Traversata Carnica

Era almeno da un paio di anni che il mio amico Sil, durante le sedute lunghe di allenamento sul carso triestino, sollecitato forse dalle endorfine, mi proponeva di aderire al progetto della “sua” Traversata Carnica, cioè un trail a tappe in semi-autosufficienza per tentare di abbattere i tempi di percorrenza dell’articolato sistema di sentieri della catena alpina orientale che unisce Tarvisio a San Candido in Val Pusteria. A causa di impegni famigliari e lavorativi che ci soffocano, ero riuscito per almeno due anni, a declinare l’invito e semplicemente a rimandare, anche perché onestamente non riuscivo a stimare il livello di impegno fisico e organizzativo dell’evento. “Purtroppo” nel corso del 2011, Sil ha continuato nella sua opera di convincimento ed è riuscito a proporre e trascinare nell’impresa anche Enrico e Taz (altri amici del CAI CIM SAG di Trieste): “Facciamo la Traversata Carnica in poco più di 3 giorni, possiamo farcela”, mi dice un po’ perentorio una mattina.
Dopo aver passato svariati mesi a studiare le cartine dell’arco alpino orientale ed aver definito ogni aspetto organizzativo, partiamo il primo fine settimana di Giugno. Obiettivo dichiarato: arrivare in centro a San Candido prima dei rintocchi di mezzogiorno della campana della chiesa di San Michele, per chiudere l’intero percorso in tre giorni e mezzo.
La sfida inizia mercoledì sera da Maglern in Austria (650m), a pochi chilometri da Tarvisio, ospiti di Paoletta e Davo, che ci preparano insieme agli altri amici runners del CAI CIM un’accoglienza ed una cena fantastica, ed è subito festa. La preoccupazione sale quando il pensiero di tutti va all’obiettivo dei prossimi 3 giorni: coprire la distanza di ca 150km con un dislivello positivo stimato di ca 9,000m: uno dei rischi è di aver sottovalutato le distanze e dislivelli, l’altro sono le pessime previsioni atmosferiche.
Partiamo giovedì all’alba in direzione Goriacher Alm, per affrontare subito nel bosco 1000m di dislivello. In cima, con il sorgere del sole, la vista spazia sulla splendida valle del Gail che si sta svegliando sotto i nostri occhi. Proseguiamo quindi spediti prima in direzione Oisternig e Sella della Spalla per raggiungere, diverse ore dopo, passo Pramollo e gustarci la splendida vista da Sella d’Aip, del monte Cavallo di Pontebba.
Arriviamo al Cason di Lanza (1552m) per il fermo notte, al buio, dopo aver percorso ca 65km e 4500m di dislivello complessivo. Le nostre aspettative erano per una prima tappa meno impegnativa di quella che si è poi rivelata e decidiamo di anticipare l’orario della partenza del secondo giorno: sveglia quindi alle 4.30 del mattino. La seconda giornata è la più impegnativa, ci alziamo subito di quota per valicare il Passo Pecol di Chiaula, con il Monte Zermula che accompagna la nostra progressione, a volte incerta perché in alcuni punti perdiamo le tracce dei sentieri; poi, è la volta del passo Monte Croce Carnico che raggiungiamo attraverso il sentiero della prima guerra mondiale, un vero museo storico all’aperto. Scendiamo a Timau per mangiare e nella risalita al Rif. Marinelli, vicino al Monte Coglians, le condizioni atmosferiche peggiorano: nella discesa dell’unico tratto impegnativo, sulla neve e le placche di pietra bagnata del sentiero Spinotti, rallentiamo ancora il ritmo per motivi di sicurezza. Al passo Giramondo quindi, decidiamo di accorciare la tappa troppo impegnativa per lunghezza e per la presenza di neve. Il nostro amico Caio, che ci accompagnerà nelle ultime due tappe, ci viene a recuperare a Pierabech e dormiamo al Rif. Sorgenti del Piave (1830m) (57 km e 4500m di dislivello). La stanchezza comincia a farsi sentire e un problema tendineo mi suggerisce di accorciare la terza tappa comunque più accessibile, per poter concludere il giro: mi ricongiungerò con i miei compagni in Val Visdende per risalire insieme al passo Palombino (2035m). A fine giornata dopo aver scampato un temporale in cima al passo Silvella (2329m), lo sviluppo della tappa giornaliera risulta effettivamente più lineare (43km e 2690m); pernottiamo al Rif. Rinfreddo (1887m) dove ci raggiungono altri amici e cominciano i festeggiamenti per il risultato quasi raggiunto.
Domenica mattina, in un’aria di festa concludiamo a San Candido la splendida avventura, dopo aver coperto 26 km, toccato il punto più alto della traversata a quota 2447m, lungo le creste che separano l’Italia dall’Austria, in prossimità del Rif. Sillianer e disceso un po’ appesantiti, il Monte Elmo. Alla fine il gps segnerà 185km e 12000m di dislivello, ma la sfida di Sil è stata vinta perché a San Candido, dopo il nostro arrivo, abbiamo sentito le campane (in tutti i sensi!!!).
Grande la soddisfazione del reggiente del "CIM" Lorenzo Cadelli, nell’apprendere che siamo riusciti a centrare l’obiettivo prima di mezzogiorno, anche grazie all’aiuto fattivo di numerosi membri del gruppo che nelle varie giornate si sono alternati in staffetta per accompagnarci, a caratterizzare l’ottimo risultato come un risultato di squadra (hanno inoltre partecipato come staffettisti (Lorenzo Cadelli, Gilberto Carboni, Claudio Fava, Dario Loredan, Gianfranco Moro, Matteo Moro, Giorgio Severi).

Lele Bratina

Scheda Tecnica (sintetica)

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