Sea to summit: Barcola – Monte Nanos

Da molto tempo dal Tabor di Monrupino, rimiravo la sagoma a ferro da stiro del massiccio di casa nostra sua “nasità” il Nanos . Osservavo l’altopiano carsico estendersi verso le sue pendici erbose, invitanti alla corsa.” Devo farlo, parto da casa e arrivo in cima”. Ma ogni volta che volevo impegnarmi in quest’avventura desistevo. Ci voleva la spinta organizzativa di Silverio per coinvolgere il CIM nella Barcola – Nanos. Sono iniziati i sopralluoghi per scovare la traccia ideale, per stendere il più correttamente possibile l’intinerario, poi la data 19 marzo 2005 è stata solo una formalità. Quello che mi ha spinto nella realizzazione di questa traversata è stato anche il pensiero di compiere una sorta di pellegrinaggio.

Vacanze di Natale, per me sono un periodo di ferie e avendo tempo libero ne dedico una parte al taglio della legna per il prossimo inverno. Come da tradizione mi sono provocato i soliti tagli, più o meno profondi, da corpo contundente tali da spingermi verso profonde riflessioni:

  • Mollare tutte le attività pericolose
  • Affrontare la Barcolla Nanos di corsa.

Cosa c’entra?? Con calma spiego.
Narra un’antica leggenda, tramandatami probabilmente da Alce, che la luce accesa sul campanile della chiesetta di San Gerolamo, collocata sul costone del Nanos, fosse una sorta di piccolo faro protettore. Quella piccola luce, infatti, era visibile,dal Golfo di Trieste e per i pescatori che passavano la notte al duro lavoro delle reti, doveva essere un sicuro punto di riferimento. Sapendo che c’era di mezzo anche il Divino, la piccola luce distante e tremula diventa una sorta di Angelo protettore dalla furia delle tempeste. Così per ringraziamento i pescatori dedicavano un pellegrinaggio dal mare fino alle pendici del Nanos.
Vale la pena tentare !!!!

Quando il CIM si muove è sempre un bello spettacolo : Franz , Taz, Alce, Maury, Zgur detto Zgur, Cortel, Stefano Bevilacqua, Sil, Fiorello e Stanj. Subito su per via del Lavareto , fra le vecchie case nel silenzio mattutino dell’abitato di Barcola, attraverso Via dei Moro, tra i querceti del bosco Zivoline, oltre la Naploleonica per seguire il sent. Bianco celeste fino a Repen. Prima sosta a casa Zompicchiatti/Debenjak.Passato il confine di stato si dirige verso Kris e poi Utovljie. A Kazljie Stefano ci lascia per andare al lavoro mentre noi andiamo verso la Val Rasa. Incomincia un tratto di percorso di rara bellezza, con l’attraversamento della forra di Sv Tomas e del suo abitato, per proseguire sulla cresta aerea ed alberata che in una planata ci porta giù a Podnanos. Sosta meritata, ora ci aspettano i 1100 metri di dislivello finali. Risaliamo il tracciato sul quale si disputa una bella gara di corsa in montagna, fino alla Lovska Koca , per riprendere con lo strappo finale.

Dopo:
48. Km
Un dislivello positivo di + 1900 mt.
Un dislivello negativo di -700 mt.
Per una durata effettiva di corsa di 7 ore e 30 minuti
Il gruppo è in cima, l’abbiamo portata a termine.

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