Picco di Mezzodì (2.064 m)

ACCESSO: dalla SS13 (Pontebbana) da Tarvisio verso Fusine per la SS54; ca. 1 km da Tarvisio prendere la deviazione a destra per Rutte Piccolo; proseguire quindi per buon sterrato sino in prossimità di Ortigara (slargo ad uso parcheggio) ove inizia il sentiero 511 (segnavia CAI); altrimenti continuare ancora per ca. 1 km sino ad Ortigara Inferiore, e parcheggiare al termine del sentiero 514 (percorso come tratto conclusivo dell’itinerario proposto).

PUNTO DI PARTENZA: Ortigara Inf. 865 m

PERCORSO: lasciando le vetture in località Ortigara Inf. (865 m) si percorre a ritroso l’ultimo tratto della strada da Rutte Piccolo, sino allo sterrato che si inoltra lungo la Val Romana (segnavia CAI 511); incombono sulla destra i gruppi delle Cinque Punte e a sinistra il massiccio con il Picco di Mezzodì. Si attraversa il greto detritico del Rio Bianco, seguendo sulla sinistra il segnavia 519 (ometti); riprende lo sterrato ed inizia la salita (fortunatamente all’ombra del bosco) corribile praticamente sino alla quota 1156 m, dove la strada forestale piega invitante sulla sinistra scendendo in un avvallamento, mentre il sentiero volge a S-E, seminascosto tra massi, muschio e faggi. Si prosegue lenti zigzagando tra alberi, frane, boschetti ed erbe incolte, seguendo a tratti il Rio Torer; terminato un tratto semi-pianeggiante, la via si fa improvvisamente ripida inerpicandosi diretta nell’alveo prosciugato del torrente; porre attenzione ai bolli, per cogliere il punto in cui si abbandona il torrente per portarsi sul margine sinistro dell’ampio e selvaggio vallone dell’Alpe Moritsch. Piegando decisa a N, la traccia inizia a risalire un canale detritico e scivoloso che conduce alla forcella di Ratece (1851 m); splendida ed appagante la visione dei laghi di Fusine e della verdeggiante vallata di Ratece; dopo una breve discesa per sfasciumi un ometto indica il timido sentierino che tra mughi e rocce segue la frastagliata cresta praticamente sino alla vetta del Picco di Mezzodì (2063 m); attenzione ad alcuni tratti esposti, traccia poco evidente, spesso nascosta dalla vegetazione. Dalla Croce sommitale si percorre in discesa un tratto del medesimo sentiero percorso in salita, sino ad incontrare sulla sinistra il segnavia 515 che risale dalla conca dei Laghi di Fusine; lo si segue (in discesa) sino alla boschiva Sella di Colrotondo (1400 m), dove conviene prendere a sinistra per il sentiero 514, aggirando a N le pareti del Picco, traversando ghiaie e rododendri; una salita lieve ma sentita conduce in breve una strada forestale (bolli CAI non sempre individuabili) che riconduce ad Ortigara Inferiore. Consigliabile un tuffo rinfrescante nelle acque del Rio Bianco.

DISLIVELLO IN SALITA: ca. 1.200 m

DISLIVELLO IN DISCESA: ca. 1.200 m

DISTANZA: ca. 14,00 km

TEMPI: ca. 3,30 h. da Ortigara Inferiore all’attacco del sent. 519 ca. 35’; alla Forcella di Ratece ca. 1,35 h; al Picco di Mezzodì ca. 2,20 h; alla Sella Colrotondo ca. 2,50 h; ad Ortigara Inferiore ca. 3,20 h.

DIFFICOLTA': terreno a tratti friabile e scivoloso; alcuni passaggi esposti;
itinerario poco frequentato e dunque traccia talvolta poco evidente;
difficoltà di orientamento nel catino dell’Alpe Moritsch con nebbia;
traccia in salita ripida e poco corribile; discesa iniziale dal Picco impegnativa;
(BSA – buoni sky-runner alpinisti)

CARTOGRAFIA DI RIFERIMENTO: foglio Tabacco 019 (1:25.000)

NOTE: assolutamente sconsigliabile affrontare l’itinerario in senso inverso a quello proposto, scendendo dalla Forcella di Ratece al catino dell’Alpe Moritsch, per la scivolosità e friabilità del fondo.

PERCORRITORI: Dario “Davo” Loredan, Silverio “Pippo” Pipolo su idea di Alberto “Taz” de Cristini.

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