Monte Amariana

Ascesa dell'Amariana

Luogo di partenza: Amaro, tre chilometri ad est dell’uscita Carnia–Tolmezzo dell’A 23, posteggio presso il ponte all’altezza delle pompe idriche (cartello con indicazioni CAI), q.360.

Cartografia: 1:25000 Tabacco UD, foglio 013 – Prealpi carniche, val Tagliamento.

Epoca: Primavera avanzata o autunno, comunque prima dei grossi caldi o in assenza di neve in quota (tratti innevati sulla cresta e sui colatoi sottostanti resistono, nonostante l’esposizione sud, fino a maggio inoltrato, ma sono comunque percorribili in abbigliamento podistico).

Attrezzatura supplementare: bastoncini telescopici da sci-alpinismo superleggeri (regolati in salita s’un’altezza di 80cm – 1m) da abbandonare all’inizio del tratto attrezzato.

Dislivello in salita: 1550 m.

Lunghezza in salita: 6,25 km (totali 12,5)

Difficoltà: impegnativo: pendenza elevata e costante su terreno vario (asfalto, ghiaia, terra battuta, cuscini erbosi, roccette, possibile neve in quota, tratti attrezzati e parzialmente esposti); possibilità di repentini cambiamenti del tempo con acquazzoni temporanei locali.

Tempo approssimativo di percorrenza per atleti allenati: salita – 1h 30’- 1h 40’ discesa – 1h – 1h 10’

Descrizione: lunga e impegnativa ascesa che, pur mettendo a dura prova le gambe, soprattutto al ritorno, offre un terreno tecnicamente spettacolare e remunerativo, dove contano anche doti di agilità, ritmo e rilancio. La cima isolata offre un panorama grandioso; la vista spazia a 360°: a sud est gli imponenti e selvaggi gruppi del Plauris e del Chiampon, a sud la profonda incisione del Tagliamento, il San Simeone e la pianura friulana, a ovest le prealpi carniche che s’allungano fino alle Dolomiti d’Oltrepiave, l’Arvenis, il Col Gentile e il Tinisa, a nord Sernio e Grauzaria con sullo sfondo la catena carnica principale, a est le Giulie.
Dal parcheggio, attraversato il ponte, si comincia a correre sulla rotabile asfaltata che sale alla Forca del Cristo per scendere poi agli stavoli Lisagno. Attraversato sopra un altro ponte il letto sconvolto del rio Touf, si taglia a destra (indicazioni) il successivo tornante, si attraversa nuovamente la rotabile, ora sterrata, continuando diritti per un’ulteriore scorciatoia che ci riporta ancora su un breve tratto asfaltato.
Al successivo tornante a destra (q.550), si abbandona definitivamente la rotabile attraversando un rio sulla sinistra e immettendosi sul segnavie CAI 414 (attenzione! Il bivio sul foglio 013 è sbagliato, essendo segnato due tornanti più sotto).
Si risale a lungo il boscato costone NE (in primavera profondi e fastidiosi accumuli di foglie di faggio non degradate, utili i bastoncini), uscendo dopo un impegnativa salita agli stavoli Lisagno di sopra (q.945, 30’).
Ora si può riprendere fiato, rilanciandosi sulle pendenze accettabili della strada proveniente da Amaro fino a raggiungere, in breve, la Forca del Cristo (q.1058, 5’dagli stavoli).
Qui è consigliabile una brevissima sosta per qualche sorso di sali ed un morso di carboidrati a rapida assimilazione.
Si sono superati i primi 700 metri di salita in circa 35’, ne restano ancora 850.
Dalla forca il sentiero per la cima si diparte a sinistra, risalendo dapprima con tornanti abbastanza veloci i contrafforti calcarei del Cuel di Noglars, per poi traversare decisamente ad est attraverso un falsopiano boscato e portarsi sotto il fianco sud dell’Amariana (q.1350, 55’).
Qui inizia il tratto più tecnico dell’ascesa, prima su traccia a tornanti, poi disordinatamente sopra ripidi pendii prativi (utili i bastoncini) che vanno via via alzandosi fin sotto le prime roccette attrezzate (q.1600 c.a.).
Si seguono i cavi che risalgono il fianco est di un evidente colatoio (possibili tratti innevati) per sbucare, su cuscini erbosi, ad una piccola forcella (q.1800).
Neve permettendo si risale la cresta a ovest (cavi, tratti ripidi e parzialmente esposti, splendidi scorci sul Sernio), traversando poi leggermente a sud fino ad avvistare la madonna benedicente e la campana che segnano la vetta a quota 1905 metri.
Non resta che muovere la corda e lasciar andare qualche rintocco verso valle.
Il tempo di cambiare maglietta e si ridiscende in poco più di un’ora (in molti tratti faccia a monte) verso l’auto e la conclusione di questa avventura podistica 1550 metri più in basso.

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