Haridwar, 8/11/06
Arrivati nella ghost town di Gaurikund dove la carraia finisce, scopriamo dai quattro gatti infreddoliti fuori dall'unico saloon aperto che "Kedarnath after Diwali is not allowed"... Il posto di polizia e`nell'ultima catapecchia giallastra sopra una baraccopoli tutta in salita; col fiatone spieghiamo al mezzo addormentato generale di turno che " We are a mountain running team from Italy... Very far...", che " We go and come back very fast...", che " We don't touch nothing, we trust in your understanding...". Non serve a nulla: dopo il 23 di ottobre, fine del Diwali festival, il tempio e`chiuso e incustodito; siccome nei giorni successivi ci sono stati furti e danneggiamenti ora l'ordine e di non lasciar andare piu`su nessuno, punto e basta. Non dipende da lui ma dalla caserma distrettuale a 50 km di strada infernale da li`, se ci aggrada quello e`il posto dove protestare. Con le pive nel sacco rientriamo dai compagni in trepida attesa ed assieme, davanti al solito riso e dhal, cerchiamo un possibile piano alternativo. Il lampo di genio - come spesso accade - viene appena sedati i morsi della fame: carte alla mano notiamo che da Soneprayag, 1695 mt., ridente localita`cinque chilometri sotto Gaurikund, si puo`raggiungere salendo verso Nord Ovest l'abitato di Trugynarayan, 2200 mt., famoso per il tempio dedicato a Shiva e alla sua sposa Sati, e poi dopo maschia ascesa il passo Bajamdhar a ben 3560 metri di quota, 2000 metri di dislivello in 12-13 km di sviluppo. Verremo a trovarci alla stessa altezza del tempio di Kedarnath e con lo stesso magico fondale sul Kedarnath Himal, solo spostati verso Ovest, con piu`dislivello e in una zona molto meno battuta e quindi piu`esplorativa e remunerativa. L'idea aggrada a tutti, il giorno successivo ci facciamo portare da Rajinder a Soneprayag e, dopo averci fatto indicare l'inizio del sentiero, alle nove lasciamo di corsa la metropoli verso il monte. Seguira`una bella e appagante ascesa di facile intuizione s'un millenario percorso che univa e unisce trasversalmente valli contigue, prima verticalmente incidendo terrazzi coltivati e antropizzati, poi, dopo aver attraversato l'antico e isolato borgo di Trugynrayan, nel cuore di una magnifica foresta di castagni e rododendri fino ad attraversarne il limite superiore, su terreno ghiacciato da una recente grandinata, all'alpeggio di Maguchatti, 3260 mt., indi per lungo e tecnico traverso innevato, raggiungere l'aereo Bajamdhar pass, quota 3560, scollinamento usato da sempre dai locali per scendere verso Ghuttu e la valle del Bhilanga river. Arrivo assieme a Max sulle bandierine bianche e rosse che segnano il passo; l'acclimatazione dei giorni precedenti la sento nel ritmo e nel fiato ora quasi accordati. Il fatto poi che il back pack sia stato ridotto ad un terzo (circa 4 kg) da`la sensazione di volare. Il cronometro segna 3h 03', il gps da 12,91 km e un dislivello positivo di 1950 mt. Arrivano anche Geko e Franz, sapremo piu`tardi che Matteo, ancora debole per l'infezione intestinale, e Maury si fermeranno a 3050 mt. circa in prossimita`di un ponte s'un corso d'acqua dove troveremo una loro traccia e che il grande Alce, nonostante il ginocchio malandato, raggiungera`, altimetro al polso, quota 2700, 1000 metri esatti di dislivello per coronare degnamente al di sopra di ogni aspettativa questa sua difficile spedizione. Bella e veloce la discesa, su terreno elastico e lastre di ardesia, sistemate nel corso dei secoli con pazienza certosina affinche`l'importante mulattiera non venisse cancellata dagli zoccoli e dai monsoni. Dopo due ore esatte siamo di nuovo sulla main street di Soneprayag, 2000 metri piu`in basso: il gioco e`finito. Dopo altre due ore di minibus eccoci seduti a festeggiare la nona spedizione internazionale CIM all' "hotel" Suri di Rudraprayag con una cassa di Golden Eagle appena scaduta, dopo aver spedito previa lauta bakshis un garzone in scooter a svaligiare l'unico emporio alcolici locale. |