gangotri 01/11/2006 La Compagnia delle Indie. Epici cutter carichi di verde foglie di the'. La fantasia sfoglia pagine di secoli andati. Traffici, commerci, epoche coloniali. India uguale the'. Nel silenzioso Dandri Ashram adattiamo una stanza a cucina comune. Un armadio a dispensa antitopo. Nel sistemare i generi di conforto scopriamo che la mattinata a Uttarkashi e' stata nefanda. Nel caotico mercatino della Bus Station ci siamo dimenticati di comprare il the'. Pazzesco! Bevanda essenziale, proprio nella patria del the'. Primo processo ai vivandieri. Poi timidamente qualcuno lo chiede al Baba (capo sacerdote hindu'). Dopo 10 minuti un giovane allievo sacerdote ci porta un saccchetto con quasi mezzo chilo di the'. Crisi di gruppo risolta. "Quante rupie gli diamo?" sorge spontanea la domanda. "20, mi sembra conguo" e' la decisione collegiale. Viene cosi' data una banconota da 20 rupie al sorridente giovane sacerdote, con la sua tunica arancione ed uno scialle di un giallo sbiadito appoggiato sopra le spalle per difendersi dal freddo serale himalayano. L'hinduista si sposta all'indietro e meravigliato ci esprime la loro prima regola: No money, only donation! Non soldi, ma offerte! Il messaggio lanciato con cordialita' e dolcezza ha colpito duro e lasciato il segno. Ad oltre 3.ooo metri d'altezza, in un villaggio disabitato con il negozio piu' vicino ad oltre 5 ore d'auto, si puo' vivere di spiritualita' e carita'. This is India!
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