LEMIRO MULHACEN, IMPONENTE NAZARITA DI 3483 M

(04/05/2008)

Lemiro Mulhacen, imponente nazarita di 3483 m

La nenia del muezin si sta perdendo nelle ultime luci del giorno Sulla torre Vela la campana tace. Mentre il sonno dellemiro si perde nelle lucide sete della prescelta, inebriato dal suo profumo e da quello dei gelsomini, il soldato di guardia acutizza la sua attenzione sognando il paradiso Limponente Alcazaba protegge il silenzio dellAlahambra dove anche lacqua delle mille fontane trova finalmente un po di quieteAlle spalle la bianca Sierra che mostrando la sua faccia pi austera contiene nelle sue grandi mani la citt di Granada. Dallaltro versante, verso sud, si sviluppa il volto buono del massiccio, quello mansueto, eppure il suo cuore protetto, la sua cima pi alta sembra non amare il mettersi in mostra, al contrario del suo secondo, il dente del Veleta (3394 m) che ben visibile da ogni dove con la sua forma a becco di aquilaLa cartina delle Alpuharra spagnole precisa, i punti gps un buon punto di riferimento ma la realt unaltra cosa, necessita una ricognizione sul posto. Saliamo fino al paesetto di Capileira, lultimo insediamento utile arrampicato sul fianco sud della Sierra Nevada. La tarda neve di questo ultimo periodo ha lasciato diverse incogniteRiusciamo a portarci in alto seguendo una panoramica carretera che termina a una sbarra: un parcheggio, una stazione guardia parco permanente, uno spazio picnic, il tutto in una ariosa pineta che ti avvolge nel suo intenso e fresco profumo di pino. In realt la carretera continua ma solo per traffico autorizzato. Si tenta di salire in scarpe da corsa, ma ben presto, appena usciti dalla pineta, la neve ci invita a calzare gli scarponi. Con passo pi stabile e asciutto seguiamo dei sentieri con dei paletti segnavia al posto del nostro bicolore imbrattatoreNon ci vuole molto per realizzare i dati del pannello informativo: fino al rifugio Poqueira (2500 m), ben protetto nella testa del vallone, sono indicati 9 km su circa 400 m di dislivello, in realt per questultimo risulta quasi duplicato per una serie di obbligatori saliscendi. Il Poqueira difficile scoprirlo, solo un accenno di strada che emerge dalla neve ti porta con gli occhi nelle sue prossimit. Il tempo splendido, la vista spazia a 360, Alce sente forte il profumo del Nepal, dove le valli si spingono eterne nel cuore delle montagne. Questa prima gita stata una giusta pensata per progettare la salita alla cima, che continua a non farsi vedere, e anche perch qui nessuno in grado di darti informazioni precise, tutto pu essere tutto o niente, quasi in armonia con lo stile di vita da siesta non stop che impregna questo mondo fino alle sue radici. Viste le condizioni della notevole neve, che sembra per sciogliersi al tuo solo sguardo, si capovolge lidea di base e si decide cos, evitando la sosta notturna al gelido rifugio e lattacco mattutino alla misteriosa cima, di cambiare anche itinerario di salita ovvero di avanzare il pi possibile il primo giorno lungo la sud e vedere in itinere il da farsiCome sempreil live motive della nostra vita da un po di tempo a questa parte, il sapersi modellare anche con dei brutali cambiamenti a seconda di quello che si viveDue giorni dopo lasciamo nuovamente la macchina nello stesso parcheggio, partiamo alla stessa tarda ora del giorno prima: mezzogiorno, in piena sintonia con i ritmi locali. Litinerario ora chiaro, si segue il pi possibile la cresta, approfittando della traccia di una vecchia carretera ora in disuso. Il tempo continua a darci gran conforto, tanto che il copricapo ideale un cappello di paglia, comprato il giorno prima sulla costa Tropical. Nello zaino c di tutto, il bizzarro emiro, si sa, molto suscettibile e in breve pu spazzare chi disturba la sua quiete eternaSi dice, infatti, che il terribile Muley Abul Hassan, il Mulhacen per i cristiani, sia stato seppellito per sua volont tra le nevi della Sierra Nevada, ovviamente dove sorge la montagna pi alta della penisola iberica, a 3483 metri il panorama particolarmente accattivante: il mare Mediterraneo ai nostri piedi e alle sue spalle lAfrica con le sue alture marocchine, conquiste Cim di altri tempiLa sintonia di vedute fra noi due si esprime in una perfetta macchina di morte macina chilometri e minuti; le soste, gli intenti, il ritmo di salita, sono il nucleo forte del nostro andare che dopo due ore a met cammino. Si attacca lantecima, una vera maroca, una lunga salita fra pietrame che porta a pi di 3300 metri. La lotta con lossigeno non d mai pensiero, lAlce guerriero mette a tacere con autorit la sua fauna interiore, ma lidea di fondo ancora una volta unanime: o oggi o mai pi, o arriviamo oggi in cima o domani si ritorna, la voglia di rifarci tutta questa salita pur partendo dal rifugio sparita, scesa velocemente a valle come lacqua dei tanti torrentelli che si formano sotto ai nostri piedi Ancora una volta un modellarsi alla situazione e al proprio sentire, ancora una volta una scelta vincenteAlle quattro del pomeriggio siamo in cima, dopo 13 km e 1300 metri di dislivello, portando con noi un grassottello escursionista che, abbandonato da un amico impaziente ed evidentemente pi scattante, si era perso tra le pietraie ed era entrato in pericolosa confusione dorientamentoChiss perch lo spirito di competizione deve quasi sempre prevalere, una sciocca voglia di individualismo emergente per mettere in secondo piano la figura dellamico, compagno di cordata, pur lasciandolo in difficolt una musica purtroppo cos frequente che senso di profondo disgusto Ma la montagna ci consola, portando via le sensazioni negative... Gli ultimi 100 metri ci mostrano finalmente la vetta, gli ultimi ripidi passi nella neve molle risultano via via una profonda liberazione gioiosa. Sono le quattro esatte, pur privi di allenamento, provati dalla lotta con la vita, siamo in cima, dimezzando i tempi ufficialiGrande Muley Abul Hassan, se puede molestar un momentito la tua paz? Solo un momentito, por favor La vista impressionante, il Veleta e lAlcazaba si inchinano al sultano, Granada e la sua rossa Alhambra si prostrano ai suoi piedi, la valle dei laghi a est ancora una spessa coltre bianca Ma il vento inizia a soffiare, le sgualcite bandierine tibetane della cima contrastano con qualche bianco telo di nube che si sta formando lentamente a ovest. Forse il sovrano che incomincia a rivolere la sua pace Ci rimettiamo in moto, il Poqueira ci aspetta diritto laggi, ben 1000 metri pi in basso

Nadia

Chilometri totali: 25
Dislivello complessivo: 2100 metri

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