LA FIABA DEL COCUSSO CATTIVO

(28/11/2006)

Questa storia è indicata per i lettori di tutte le età, in particolar modo a coloro che, oltre ad amare i racconti fantasiosi, trattengono a fatica l’istintivo desiderio di correre. LA FIABA DEL COCUSSO CATTIVO E DEI TRE BOBINI Molto tempo fa, nel bosco di Basovizza, vivevano tre giovani fratelli bobini, che trascorrevano gran parte del loro tempo a correre nei prati spensieratamente. Venne però anche per loro l’età di scegliersi il proprio sentiero; il primo, che era sempre il più esuberante, decise di percorrere il sentiero biancoazzurro che sale dal monumento ai partigiani, diretto fino alla cima del Concusso. Gli altri due sconsigliandolo gli dissero,”attento che il concusso cattivo se ti vede fa scendere la pioggia e le foglie secche sul percorso ripido per non farti correre ed affaticarti”! Il fratellino minore, pieno di se stesso, non ascoltò gli altri due e si lanciò nella corsa. Il Concusso cattivo lo aspettò a metà salita e, proprio come dissero i suoi fratellini, ostacolò il piccolo bobino fino a farlo camminare. Arrivato in cima stremato, trovò gl’altri due ad attenderlo, ed uno di essi gli consigliò:”adesso ascolta me, scendiamo dal viva Tito e saliamo nuovamente dal sentiero 3, vedrai, saliremo senza scivolare perché abbiamo i bastoncini per spingerci”. Il più grande dei bobini stette ad aspettare perché non condivideva neanche quest’itinerario. Quando i due giunsero sul tratto ripido, il Concusso cattivo balzo fuori ed esclamò: ”Ah, ah, non vi permetterò di salire correndo?” Senza pensarci due volte, mise un albero di traverso al sentiero, e tutto attorno cosparse il suolo di pietre scivolose. I due malcapitati si videro così costretti a rallentare la loro andatura a tal punto di camminare. Dopo circa dodici minuti estenuanti, raggiunsero il bobino maggiore che non esitò a consolarli; “venite con me che questa volta non sbaglierete”. I due, seppur stanchi della faticosa salita, questa volta decisero di seguire il fratello più esperto. Scesero così verso la cima bassa per poi orientarsi verso la chiesetta di Pesek. Giunti a doca distanza da quest’edificio, imboccarono il sentiero biancoazzurro che si orienta verso Grozzana per poi salire gradatamente verso la cima. Dopo aver compiuto la discesa con i bastoncini a tracolla, il primo del gruppo rivolgendosi agli altri disse, ”Tra poco inizia la salita che seppur meno ripida delle altre, comporterà un discreto impegno; preparate i bastoncini che serviranno per spingere”. Così facendo i tre salirono in progressione fino alla cima Italiana, e nulla poté fare il cattivo Concusso per ostacolare la potente corsa dei bobini. Scendendo verso la fattoria dei cavalli, colui che consigliò questo percorso disse agli altri, ”avete visto che neanche il cattivo Concusso può fermarci se scegliamo il percorso in base alle condizioni del tempo”? “Hai ragione”, affermarono i due, “da oggi in poi rimarremo sempre uniti e prenderemo le decisioni sempre assieme.” Così il Concusso si arrese ai tre per sempre, che continuarono a correre assieme felici e contenti.

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