SFIDA AL SOL LEONE

(25/07/2006)

Se il caldo di questi giorni sta mettendo alla prova anche gli oziosi frequentatori del mare, quelli come noi devono studiare mille sotterfugi per correre. Con la speranza di trovare un clima più accettabile mi sono recato in Val Rosandra per compiere un giro un po’ più lungo. Partito dal Rifugio Premuda, ho attraversato la Valle sul sentiero principale fino a Botazzo; il ripido innalzamento che porta alla ferrovia ha già smentito le mie teorie sul clima, ma la leggera brezza che mi soffiava contro dava l’illusione di sminuire l’insidia del sole raggiante. Contenendo la velocità e centellinando l’acqua calda della borraccia, ho percorso interamente la ciclabile che, alla sua fine, sbuca sulla strada che da Herpelje conduce a Klanec. Questo tratto asfaltato, inoltrandosi nella fitta pineta, mi ha permesso di usufruire d’alcuni tratti ombrosi, ma il passaggio ad Ocizla mi ha trovato nuovamente provato per il caldo e la mancanza di bibita. Il successivo rettilineo nelle vicinanze di Beka, è particolarmente avvolto nella vegetazione e concede l’ultimo momento di sollievo, prima di affrontare gli ampi prati dorati che circondano l’affascinante villaggio di frontiera. Raggiungere la fontana nel centro della piazzetta ha rappresentato per me un successo indescrivibile sul piano fisico e psicologico, per poter poi affrontare le lande sottostanti l’abitato, in direzione del M. Carso. Neanche la discesa lungo il Crinale, all’ombra della gran falesia che si estende sotto il Cippo Comici, è riuscita a darmi conforto dopo quest’estenuante attraversamento sotto il sole di luglio. L’introdurmi in un momento così torrido nel Parco di Glinscice, mi ha dato l’impressione di entrare nelle foto centrali di un calendario naturalistico, in cui le immagini solitamente riportate, ostentano colori dalle tonalità intense, esaltate dalla luce abbagliante del sol leone.

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